Spiritualità

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“Cosa fare o Signore, se non amarTi perdutamente ! Donandoci a Te con tutta la nostra fragilità e, nonostante ciò, consumarci di amore per Te e essere servi del Tuo Regno ?” ( Scritti Amore Sponsale ).

La spiritualità Shalom è basata nell’amore incondizionale, “ sponsale “ , a Gesù Cristo e nell’esperienza radicale del Vangelo. Questo Amore , che genera unione alla volontà divina, fiorisce e matura nella coltivazione dell’intimità con Dio, stimolando una profonda vita di preghiera personale e comunitaria.

La preghiera è guida efficace nell’esperienza di Contemplazione, Unità e Evangelizzazione. Sono maestri di vita spirituale Santa Teresa di Gesù, che percorse un cammino di unione intima con il Signore attraverso la preghiera personale, quotidiana e contemplativa e San Francesco di Assisi, modello di povertà e di totale offerta di vita.

Conoscenza della Parola, zelo per i sacramenti, amore all’Eucarestia e alla Vergine Maria, lode, penitenza e esperienza dei tempi liturgici, sono elementi essenziali per l’intimità con Dio nel Carisma Shalom.

Anche la vita fraterna costituisce la Spiritualità; l’apostolato esercitato nel servizio a Dio e ai fratelli; la forma di vita accolta come dono divino; l’esperienza dello spirito dei consigli evangelici “ povertà, ubbidienza e castità”.

Maria
Tau
Santa Teresa D’Avila
San Francesco di Assisi

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Amore alla Vergine Maria

Il Vangelo narra che Gesù, mentre Maria sua madre e l’apostolo Giovanni stavano ai piedi della croce, disse loro di affidarsi l’uno all’altro ( Gv 19,27 ). La Chiesa insegna che in quel momento, manifestandosi ancora una volta l’unione della Madonna con Gesù nell’opera di salvezza, la madre riceve tutti i discepoli di Cristo come figli.

Nella Vocazione Shalom, Maria ha un ruolo indispensabile di madre e maestra spirituale nella contemplazione del mistero di Cristo e della Chiesa. Per questo, i membri della Comunità cercano, attraverso la recitazione del rosario quotidiano e dello zelo liturgico, di onorare quella che li accolse in qualità di figli. Nella preghiera, si coltiva l’amore filiale alla Vergine Maria.

Nella Comunità la Madonna è invocata, come Sposa dello Spirito, Regina della Pace e Porta del Cielo. Pertanto, al di sopra di tutta l’invocazione, il sentimento che si ha per lei è quello che i figli hanno per una mamma unica, incomparabile, che Dio ci lasciò come prezioso dono. Lei è la prima di tutte le discepole.

Per saperne di più sulla devozione mariana nella Vocazione Shalom, leggi l’articolo di Emmir Nogueira “Tre nomi di madre”

Leggi i testi di Moysès Azevedo su Maria nella spiritualità Shalom

 

 

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Significato

Il TAU ha la forma della lettera greca TAU (T) che è una croce.

Le due più grandi influenze dirette a Francesco, in relazione al TAU, furono gli antoniani e il IV Concilio Lateranense. San Francesco prese il TAU e il suo significato, dagli antoniani. Questi facevano parte di una comunità religiosa maschile, fondata nel 1905, la cui unica funzione era quella di prendersi cura lei lebbrosi.

Nei loro vestiti era dipinta una grande croce. Francesco aveva una relazione molto familiare con loro, perchè lavoravano nel lebbrosario di Assisi, all’ospedale St. Blaise, a Roma, dove il santo fu ospitato.

All’inizio della sua conversione, Francesco incontrò gli antoniani e il simbolo del TAU. Ma l’influenza più forte che fece del segnale un simbolo tanto caro a S.Francesco, fu il Concilio Lateranense.

Gli storici generalmente ammettono che Francesco era presente in quel Concilio, nel quale il Papa Innocenzo III fece il discorso di apertura, incorporando nella sua omelia il passo di Ezechiele (9,4) il quale dice che gli eletti, quelli scelti saranno marcati con il segnale del TAU:” Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono” e inoltre: ” Il TAU è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico e la sua forma rappresenta la croce, esattamente tale e uguale alla croce prima di essere fissata su di lei la targa con la scritta di Pilato. Il TAU è il segnale che l’uomo porta sulla fronte quando, come dice l’apostolo, crocifigge il corpo con i suoi peccati e quando dice:”Non voglio vantarmi, a meno che non sia per la croce di nostro Signore Gesù Cristo, per la quale il mondo fu crocifisso per me e io per il mondo” (…) Pertanto siate maestri di questa croce!

Siate i campioni del Tau!

Quando Innocenzo III terminò la sua omelia con ” SIATE I CAMPIONI DEL TAU!” Francesco considerò queste parole indirizzate a lui e così fece del Tau il proprio simbolo, il simbolo del suo Ordine, della sua firma; lo fece dipingere ed ebbe una grande devozione per il segnale, fino alla fine della propria esistenza.

Semplice e basilare, il TAU rappresenta la CROCE. I Concili della Chiesa furono convocati per riformare tale istituzione, dalla testa ai piedi. Così come il grande tema della Riforma: personale, interiore , di conversione costante e di cambiamento di vita. Quelli che dovevano compromettersi con questa trasformazione continua, con una vita di costante  penitenza, dovevano essere marcati con il TAU.

Il simbolo per Francesco era un segno di salvezza certa ; il segnale della universalità di questa salvezza e della perseverante conversione .

“Se tu ti lasci segnare o usi il TAU, stai confermando che vuoi comprometterti con la conversione continua, con il tema della spiritualità Francescana. Non vuol dire che ti sei convertito tutto in una volta, ma giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, conservi in te il suo sguardo fisso verso il Signore, come la tua unica meta, camminando verso Cristo con la mente indivisa” ( Lettera S.Mary Margaret, ottobre 1989).

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Il TAU è un segno degli eletti che Dio chiama ad esercitare una missione. Guardando Francesco come esempio, siamo coscenti di tutto ciò e vogliamo dire “si” a questa chiamata, a questa elezione che il Signore ci fa.

Portiamo un seme di San Francesco dentro il nostro cuore come vocazione, come comunità, per questo motivo il TAU è anche un segnale di elezione per noi e per il mondo. ( Moysés Azevedo Filho, IN.  Manà- set./ott. 1990).

Nella vocazione Shalom, ogni elemento del TAU ha un significato speciale:

• É fatto di legno e confezionato per noi, come un segno che vogliamo vivere la povertà, nell’Opera e dell’Opera (RVS); vivere di ciò che il Signore realizza attraverso le nostre mani, il nostro lavoro;

• É bloccato a un cordone per ricordarci, come ci consiglia Santa Teresa, baluardo della nostra vocazione, che “tutto passa. Solo Dio basta”.

• Perchè dato che fu usato da San Francesco, è un segnale importante per la nostra vocazione;

• Ha la scritta ebraica “SHALOM” xilografata, significato che la Pace dalla quale cerchiamo di essere ministri e discepoli, è la pienezza della Pace, nel senso ebraico della parola;

• La parola “SHALOM” scritta sulla croce (TAU) significa che per noi la Pace è Gesù.

• “SHALOM” è scritto nel TAU come pirografo e simbolizza la scelta irreversibile di Dio per noi e la vocazione, xilografata a fuoco nei nostri cuori;

• Tutte le volte che togliamo o mettiamo il TAU, lo baciamo dicendo: “Grazie Signore, per avermi scelto”

Tratto dal libro ” Pregando con la Bibbia e San Francesco di Assisi”, a.Jussara Lima Dias, dlla Comunità Cattolica Shalom. Ed. Shalom

 

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“Ma, dopo aver visto la gran bellezza del Signore, non trovai più nessuno che al suo confronto mi piacesse né mi occupasse la mente. Mi bastava gettare mentalmente lo sguardo sull’immagine che di lui portavo scolpita nell’anima, per sentirmi così libera da questa tentazione, che da quel momento in poi tutto ciò che vedo mi sembra ripugnante in confronto all’eccellenza e alle attrattive del Signore. Non v’è scienza né diletto di nessun genere che possa esser degno di considerazione, in paragone a quello di udire una sola parola pronunciata da quella bocca divina, tanto più, poi, se le parole son molte. Ritengo, quindi, impossibile, a meno che il Signore, in castigo dei miei peccati, non permetta che io ne perda la memoria, che alcun altro possa occuparla in modo tale che, tornando a ricordarmi di lui anche solo per un attimo, non resti libera da altro pensiero”. Santa Teresa D’Avila, nel libro della vita

Santa Teresa D’Avila, riformatrice del Carmelo e dottore della Chiesa, è il baluardo della vocazione Shalom. Così come San Francesco di Assisi, la religiosa spagnola è esempio di fermezza, perseveranza, donazione e di un profondo Amore Sponsale a Gesù Cristo.

Nello Shalom l’esperienza con il Risorto che fu crocifisso è fondamentale nella preghiera, fonte per sviluppare e maturare l’Amore Sponsale. Per questo, il cammino di Santa Teresa è il percorso per chi ha la Vocazione Shalom. Con Teresa D’Avila, si deve apprendere che la vita di preghiera, l’intimità con il Signore e l’unione profonda con l’Amato, è sostegno per le anime.

L’esperienza dei consigli evangelici “ povertà, castità e obbedienza” è motivata anche nello studio degli scritti teresiani attraverso la sua intercessione. L’obbedienza è la fonte della povertà, “un autentico cammino di perfezione”, come afferma la santa. Nell’obbedienza a coloro che hanno autorità per formare e curare, i membri della Comunità trovano la porta per l’umiltà, il distacco e la povertà in tutti i suoi aspetti.

Per sapere di più sulla vita e la spiritualità di Santa Teresa D’Avila, leggi qui l’intervista con Frate Maximiliano Herráiz, consigliere generale del Carmelo per l’America Latina e autore di diversi libri sui santi mistici.

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Shalom è una vocazione con caratteristiche specifiche, influenzato dalla spiritualità Francescana. Assieme a Santa Teresa D’Avila, San Francesco di Assisi è un maestro di vita spirituale per i membri della Comunità Shalom. Percorso sicuro che la tradizione mistica cattolica ci presenta, la vita del santo ispira il desiderio di corrispondere all’appello fatto da lui stesso, quando gridò : “ L’Amore non è amato !“.

La vera Pace nelle anime degli uomini e nel mondo, può essere stabilita solo se si fonda l’amore incondizionato, “sponsale”, a Gesù Cristo. Dopo un’autentica esperienza di conversione, San Francesco cominciò a seguire il Vangelo in modo radicale, vivendo questa sponsalità. Spogliandosi di tutto ciò che poteva impedirgli di fare la volontà divina, egli mostrava che Dio è l’Amore per il quale vale la pena offrire la propria vita.

Così come San Francesco, anche i membri della Comunità devono accogliere i consigli evangelici “povertà”, castità e obbedienza”come grande dono di Dio. La povertà, il cui significato primario è quello di affidarsi pienamente alla provvidenza divina , la castità che si rivela attraverso la purezza di cuore e l’obbedienza alla Chiesa, sono “i tre doni” ricevuti dal santo e dalle persone che hanno la vocazione Shalom.

Un’altra influenza di San Francesco sulla spiritualità Shalom, si manifesta nella scelta del Tau come simbolo visibile di appartenenza dei membri della Comunità a Dio e della piena adesione al carisma.

Leggi qui maggiori informazioni sul Tau nella Vocazione Shalom
Consulta qui il testo del fondatore Moysés Azevedo : “ San Francesco di Assisi, baluardo della Vocazione Shalom”

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