Una troupe artistica e missionaria: giovani latino-americani portano il messaggio del Vangelo attraverso l’arte

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L’evangelizzazione attraverso l´arte in Cile e in Uruguay

Bruna Viana, brasiliana, 25 anni. Luis Gonzales, cileno, 24 anni. Maxsuel Lucena, brasiliano, anche lui 24 anni. Tutti con una sola passione: parlare di Gesù attraverso il teatro, la musica e la danza. Bruna è una giovane missionaria della Comunità Cattolica Shalom, attualmente responsabile per il ‘Settore di Arte’ della missione Shalom a Santiago del Cile. Luis è un giovane come molti altri, attratto dalla bellezza dell’arte, che ritrova negli spettacoli della missione Shalom cilena i misteri della sua fede. Maxsuel, giovane missionario a Montevideo, uno dei paesi più secolarizzati delle Americhe, coordina il gruppo degli artisti evangelizzatori della missione Shalom nella capitale uruguaiana.

La giovane missionaria Bruna, da quasi 3 anni in Cile, spiega che, negli ultimi tempi, sono aumentati gli inviti e le occasioni di portare il messaggio di Gesù attraverso gli spettacoli musicali prodotti dalla Comunità Shalom. Hanno avuto grande successo, negli ultimi anni, l’allestimento della versione in spagnolo del musical “Figlio di Dio, Bambino mio”, in cui si racconta la storia della nascita di Gesù, riunendo diversi ritmi e danze, e l’opera teatrale “Il Canto delle Irie”, che narra il mistero della salvezza dell’uomo attraverso la Croce e la Risurrezione di Cristo.

uruguay-15Il nostro gruppo è composto da 20 attori dilettanti, in gran parte giovani tra 15 e 30 anni. Il gruppo è integrato da altri 20 sostenitori per l’allestimento delle scene, la produzione, la parte finanziaria e la comunicazione dei nostri spettacoli”, spiega Bruna. Tutti i membri, nonostante siano molto impegnati come studenti o lavoratori in diversi settori, prendono sul serio le prove in cui, oltre all’aspetto artistico, vivono insieme momenti di preghiera e di formazione spirituale.

Gli spettacoli realizzati in Cile hanno avuto anche una versione uruguaiana. Il pubblico è abbastanza vario, composto da famiglie e giovani che sono invitati da altri giovani membri del cast. Negli ultimi anni, le opere teatrali della Comunità Shalom sono entrate non solo nelle scuole delle capitali latino-americane o nei grandi incontri diocesani della gioventù, ma anche nei grandi teatri nel cuore delle metropoli come Montevideo, Santiago, São Paulo e Rio de Janeiro, inserendosi così nel programma culturale delle città, con un messaggio cristiano.

Maxsuel, che conduce un gruppo di altri 15 giovani artisti nella capitale uruguaiana, spiega che l’obiettivo è quello di allestire ogni anno un nuovo musical. “Per il 2016, stiamo lavorando nell’organizzazione del musical ‘Lolek’, che racconta la vita di San Giovanni Paolo II, il cui autore è un missionario della nostra Comunità. Realizziamo ogni anno un’audizione per accogliere nuovi talenti per il cast. Non ci preoccupiamo di avere grandi numeri, perché sappiamo che la sfida è grande davanti alla secolarizzazione in questo paese, ma ogni talento ci dà l’occasione di accompagnare un giovane in più perché usi il suo talento per Dio e per portare un messaggio di Pace”, afferma  il giovane missionario, coordinatore del Settore di Arte in Uruguay.

uruguay-3Oltre al teatro, Bruna spiega che la missione artistica della Comunità Shalom si sviluppa anche nel campo musicale. “Abbiamo 14 persone che compongono la Band Shalom in Cile. Portano con il canto, la danza e gli strumenti musicali, con un linguaggio giovanile, il messaggio del Vangelo soprattutto ad altri giovani”, evidenzia la missionaria. Facciamo in media 3 concerti al mese in missioni parrocchiali, scuole, incontri della gioventù diocesana o nazionale, a Santiago, ma anche fuori dalla capitale”.

Luis Gonzales è uno spettatore assiduo dei musical presentati nella capitale cilena, e sottolinea che le produzioni della Comunità Shalom hanno un livello professionale. “La musica, i colori, le danze, la performance degli artisti coinvolgono il pubblico stimolandolo in modo molto particolare. Lo spettacolo ‘Figlio di Dio, Bambino mio’ mi ha fatto vivere pienamente i tempi liturgici dell’Avvento e del Natale, e mi hanno aiutato molto a preparare il mio cuore per ricevere Gesù, contemplando tutto quello che Maria e Giuseppe hanno vissuto nel momento della nascita del Bambino”.

L’arte è un mezzo potente per raggiungere soprattutto quelli che non conoscono Dio e che non sarebbero disposti a parlare di Dio in una conversazione normale. Come ci dice Maxsuel: “La nostra missione come Settore di Arte, nella realtà che viviamo come missionari a Montevideo, è sensibilizzare i cuori. Abbiamo visto come questo è stato possibile attraverso il teatro, la danza e la musica, perché questi mezzi rivelano, nella bellezza che esprimono, dei piccoli aspetti della Creazione e del proprio Cristo, che ci invia a quelli che hanno perso la fede e che si sentono abbandonati. Nell’espressione della bellezza dell’arte, il nostro pubblico è invitato ad avere un’esperienza dell’Amore Eterno di Dio e della gioia vera, che non finisce alla fine dello spettacolo”.

Rafael D’Aqui

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